Joyce Carol Oates - Ragazza nera ragazza bianca
Ho terminato questo libro da qualche giorno, dopo averlo divorato in brevissimo tempo e nel contempo mi sono immersa nella lettura de "I Figli della Mezzanotte" di Rushdie. Ma senza mettere troppa carne sul fuoco, quest'oggi vi parlerò -per l'appunto- di "Ragazza nera ragazza bianca" di Joyce Carol Oates (si, senza virgole), edito da Mondadori e pubblicato in Italia nel Gennaio 2015.
Il racconto si svolge negli Stati Uniti del 1975, in un campus della Filadelfia progressista e integrativa del post Vietnam in cui la convivenza tra etnie appare allo stesso tempo possibile e travagliata.
Minette Swift è una delle poche ragazze di colore del Campus e sarà la compagna di stanza di Genna Meade, narratrice della storia a sedici anni di distanza, per meno di un anno accademico che per Minette, per l'appunto, terminerà la notte in cui verrà trovata morta.
Le due ragazze, che arrivano da due mondi opposti, dopo momenti di difficoltà iniziale riusciranno a trovare dei punti di incontro, anche se i loro caratteri molto diversi le porteranno a conflitti per più di una volta durante i sei/sette mesi che le due trascorreranno assieme.
Nonostante il carattere progressista del Campus, ben presto Minette comincerà ad essere vittima di anonimi messaggi razziali dai quali, in parte, Genna cercherà di proteggerla; per lo meno fino a quando Minette non comincerà a mostrare segni di chiusura in se stessa e quasi di depressione.
L'incapacità di Genna di proteggere forse completamente la sua amica dal razzismo che in breve tempo sembra impregnare il Campus, la porterà negli anni '90 a rivivere quei mesi ormai distanti in cui la presenza di Minette per lei era diventata quasi fondamentale, sotto una quasi rocambolesca ossessione verso gli avvenimenti capitatatole che negli ultimi capitoli del libro cominceranno a portare il lettore ad una imbarazzante ipotesi che lascerà quasi l'amaro in bocca nelle ultime pagine.
Ho adorato questo libro più che altro perché mostra una grande crescita del personaggio di Genna durante lo scorrere delle pagine, una ragazza di quasi diciannove anni cresciuta in una famiglia proveniente da avi prestigiosi e figlia di un avvocato perennemente in viaggio per la difesa delle minoranze, che nel corso degli anni prima dell'ingresso al Campus la porterà a vivere vicende alquanto particolari.
Quello che credo sconvolga quasi Genna, sia il fatto di arrivare da una famiglia con ideali molto progressisti, in cui sentiva spesso discorsi anti razzisti ma che poi le sembreranno così lontani da cosa si rivelerà essere nel concreto il razzismo e i suoi effetti in chi ne è succube.
Ideali forti, quelli presenti nel libro e in Genna in particolare, che metteranno in crisi la narratrice quando questa ossessiva intenzione di protezione nei confronti della compagna si rivelerà futile e la sconvolgerà non appena comincerà a "fare due più due" giungendo ad una verità sconvolgente sia per il personaggio che per il lettore.
Provare per credere.
Il racconto si svolge negli Stati Uniti del 1975, in un campus della Filadelfia progressista e integrativa del post Vietnam in cui la convivenza tra etnie appare allo stesso tempo possibile e travagliata.
Minette Swift è una delle poche ragazze di colore del Campus e sarà la compagna di stanza di Genna Meade, narratrice della storia a sedici anni di distanza, per meno di un anno accademico che per Minette, per l'appunto, terminerà la notte in cui verrà trovata morta.
Le due ragazze, che arrivano da due mondi opposti, dopo momenti di difficoltà iniziale riusciranno a trovare dei punti di incontro, anche se i loro caratteri molto diversi le porteranno a conflitti per più di una volta durante i sei/sette mesi che le due trascorreranno assieme.
Nonostante il carattere progressista del Campus, ben presto Minette comincerà ad essere vittima di anonimi messaggi razziali dai quali, in parte, Genna cercherà di proteggerla; per lo meno fino a quando Minette non comincerà a mostrare segni di chiusura in se stessa e quasi di depressione.
L'incapacità di Genna di proteggere forse completamente la sua amica dal razzismo che in breve tempo sembra impregnare il Campus, la porterà negli anni '90 a rivivere quei mesi ormai distanti in cui la presenza di Minette per lei era diventata quasi fondamentale, sotto una quasi rocambolesca ossessione verso gli avvenimenti capitatatole che negli ultimi capitoli del libro cominceranno a portare il lettore ad una imbarazzante ipotesi che lascerà quasi l'amaro in bocca nelle ultime pagine.
Ho adorato questo libro più che altro perché mostra una grande crescita del personaggio di Genna durante lo scorrere delle pagine, una ragazza di quasi diciannove anni cresciuta in una famiglia proveniente da avi prestigiosi e figlia di un avvocato perennemente in viaggio per la difesa delle minoranze, che nel corso degli anni prima dell'ingresso al Campus la porterà a vivere vicende alquanto particolari.
Quello che credo sconvolga quasi Genna, sia il fatto di arrivare da una famiglia con ideali molto progressisti, in cui sentiva spesso discorsi anti razzisti ma che poi le sembreranno così lontani da cosa si rivelerà essere nel concreto il razzismo e i suoi effetti in chi ne è succube.
Ideali forti, quelli presenti nel libro e in Genna in particolare, che metteranno in crisi la narratrice quando questa ossessiva intenzione di protezione nei confronti della compagna si rivelerà futile e la sconvolgerà non appena comincerà a "fare due più due" giungendo ad una verità sconvolgente sia per il personaggio che per il lettore.
Provare per credere.
Non ho ancora letto nulla della Oates...
RispondiEliminaHo appena scoperto il tuo blog, mi unisco al sito e ti seguo su Twitter :)
Ti consiglio questa lettura vivamente :)
EliminaIeri, sempre della Oates, ho acquistato "Uccellino del paradiso" e non vedo l'ora di iniziarlo!