Salone Internazionale Del Libro di Torino 2014: impressioni a freddo, incontri e acquisti.
Lo avevo accennato nell'ultimo post e proprio ora che sono appena tornata a casa dopo una giornata spesa al Lingotto Fiere di Torino, mi è sembrato giusto scrivere qualche commento su questo straordinario evento, conosciuto online come #SalTo14.
Chi mi conosce sa che in realtà non vedo l'ora che arrivino questi giorni per immergermi nella più grande vendita di libri al mondo, quindi inutile dire che questo post sarà di parte.
Con grande stupore quest'anno le code di accesso al Salone erano molto più scorrevoli, quindi dopo appena venti minuti passati sotto al sole cocente eccomi immersa nel paradiso di ogni lettore accanito. Essendo di Torino e quindi essendo pratica di questo Salone come delle mie tasche, mi procuro subito una cartina e un buono omaggio per ritirare un libro a sorpresa da Mondadori.
Ecco delineata l'idea: un'occhiata veloce (e forse un po' troppo superficiale) al primo padiglione e poi via verso l'isola enorme di Mondadori cercando di non travolgere la marmaglia di ragazzini adolescenti che scorrazzano senza un vero senso logico (direi cercando di non farmi travolgere, più che altro), per poi rendermi conto che Mondadori è letteralmente impraticabile. Credibile o meno cercare di farsi largo tra persone piuttosto discutibili risulta impensabile e dopo qualche gomitata di qua e qualche piede calpestato di la eccomi schiacciata in un angolino per ritirare il misterioso libro omaggio: "La Solitudine dei Numeri Primi" di Paolo Giordano in un formato alquanto particolare, ovvero scritto interamente in verticale rispetto ai formati soliti; formato che porta il nome di "flipback" che racchiude in poco più di un centimetro di spessore l'intero romanzo. Interessante.
A questo punto rinuncio a curiosare l'isola della Mondadori e dopo aver girato tutto il padiglione 2, nello spazio di Sperling&Kupfer trovo un libro che speravo di portarmi a casa e che in un certo senso era in cima alla lista dei romanzi da acquistare e di cui ho già visto il film: "Storia di Una Ladra di Libri", che sento di consigliarvi ad occhi chiusi perché racchiude in sé una storia originale e bellissima.
A sorpresa ho ammirato a lungo e con stupore l'"angolo" dedicato al Vaticano, riconoscibile per la graziosissima cupola di San Pietro formata da una una libreria stampata sul materiale di cui si compone. Tengo ad informarvi che oltre che trovare i classici libri dedicati a Santi, Papi, Papi Santi e chi più ne ha più ne metta, troverete anche documenti originali (credo) scritti da Cavour, da Vittorio Emanuele e altri manufatti di oltre cinquecento anni fa e -io personalmente ne sono rimasta veramente affascinata ed attratta- l'opera di Botticelli dei Gironi Infernali, di cui probabilmente avrete sentito parlare in "Inferno" di Dan Brown.
La mia -breve- giornata al #SalTo14 si è conclusa con l'acquisto di "Le cose che sai di me" di Clara Sanchez e che proprio oggi era al Salone a presentarlo e a firmarne le copie. Una donna che purtroppo non conoscevo bene prima d'oggi ma che credo di ammirare per il senso che da alla vita e sopratutto alle donne.
Insomma, intervista e copia del libro autografata. Jackpot.
(Magari farò un post prossimamente dedicato proprio al suo incontro di oggi, sempre che non mi precedano in troppi).
Mi sarebbe piaciuto sentire anche Piero Pelù, presente al #SalTo14 per il "Nuovo dizionario del Pop-Rock" edito da Zanichelli, ma la coda per l'autografo mi ha trattenuto più del dovuto.
Il lato positivo è che sicuramente questa è l'occasione per attirare anche chi di solito non è abituato alla lettura o all'acquisto di un volume, ma purtroppo cinque giorni sono veramente pochi, quindi il sovraffollamento è uno di quelle pecche che ti impediscono di goderti a pieno l'evento. Suggerirei un giorno di apertura solo per le scuole.
Ora non posso fare altro che aspettare l'edizione dell'anno prossimo -ma chissà che questo weekend non mi riporti al Salone...- e in caso abbiate dei dubbi, andateci, perché ne varrà sicuramente la pena.
Chi mi conosce sa che in realtà non vedo l'ora che arrivino questi giorni per immergermi nella più grande vendita di libri al mondo, quindi inutile dire che questo post sarà di parte.
Con grande stupore quest'anno le code di accesso al Salone erano molto più scorrevoli, quindi dopo appena venti minuti passati sotto al sole cocente eccomi immersa nel paradiso di ogni lettore accanito. Essendo di Torino e quindi essendo pratica di questo Salone come delle mie tasche, mi procuro subito una cartina e un buono omaggio per ritirare un libro a sorpresa da Mondadori.
Ecco delineata l'idea: un'occhiata veloce (e forse un po' troppo superficiale) al primo padiglione e poi via verso l'isola enorme di Mondadori cercando di non travolgere la marmaglia di ragazzini adolescenti che scorrazzano senza un vero senso logico (direi cercando di non farmi travolgere, più che altro), per poi rendermi conto che Mondadori è letteralmente impraticabile. Credibile o meno cercare di farsi largo tra persone piuttosto discutibili risulta impensabile e dopo qualche gomitata di qua e qualche piede calpestato di la eccomi schiacciata in un angolino per ritirare il misterioso libro omaggio: "La Solitudine dei Numeri Primi" di Paolo Giordano in un formato alquanto particolare, ovvero scritto interamente in verticale rispetto ai formati soliti; formato che porta il nome di "flipback" che racchiude in poco più di un centimetro di spessore l'intero romanzo. Interessante.
A questo punto rinuncio a curiosare l'isola della Mondadori e dopo aver girato tutto il padiglione 2, nello spazio di Sperling&Kupfer trovo un libro che speravo di portarmi a casa e che in un certo senso era in cima alla lista dei romanzi da acquistare e di cui ho già visto il film: "Storia di Una Ladra di Libri", che sento di consigliarvi ad occhi chiusi perché racchiude in sé una storia originale e bellissima.
A sorpresa ho ammirato a lungo e con stupore l'"angolo" dedicato al Vaticano, riconoscibile per la graziosissima cupola di San Pietro formata da una una libreria stampata sul materiale di cui si compone. Tengo ad informarvi che oltre che trovare i classici libri dedicati a Santi, Papi, Papi Santi e chi più ne ha più ne metta, troverete anche documenti originali (credo) scritti da Cavour, da Vittorio Emanuele e altri manufatti di oltre cinquecento anni fa e -io personalmente ne sono rimasta veramente affascinata ed attratta- l'opera di Botticelli dei Gironi Infernali, di cui probabilmente avrete sentito parlare in "Inferno" di Dan Brown.
La mia -breve- giornata al #SalTo14 si è conclusa con l'acquisto di "Le cose che sai di me" di Clara Sanchez e che proprio oggi era al Salone a presentarlo e a firmarne le copie. Una donna che purtroppo non conoscevo bene prima d'oggi ma che credo di ammirare per il senso che da alla vita e sopratutto alle donne.
Insomma, intervista e copia del libro autografata. Jackpot.
(Magari farò un post prossimamente dedicato proprio al suo incontro di oggi, sempre che non mi precedano in troppi).
Mi sarebbe piaciuto sentire anche Piero Pelù, presente al #SalTo14 per il "Nuovo dizionario del Pop-Rock" edito da Zanichelli, ma la coda per l'autografo mi ha trattenuto più del dovuto.
Il lato positivo è che sicuramente questa è l'occasione per attirare anche chi di solito non è abituato alla lettura o all'acquisto di un volume, ma purtroppo cinque giorni sono veramente pochi, quindi il sovraffollamento è uno di quelle pecche che ti impediscono di goderti a pieno l'evento. Suggerirei un giorno di apertura solo per le scuole.
Ora non posso fare altro che aspettare l'edizione dell'anno prossimo -ma chissà che questo weekend non mi riporti al Salone...- e in caso abbiate dei dubbi, andateci, perché ne varrà sicuramente la pena.


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