Acquisti #4: CATULLO
Personalmente al liceo ho studiato latino per cinque anni, ma non so dirvi se per causa esclusivamente mia, o a causa delle stronze che me l'hanno 'insegnato' per cinque anni non mi ricordi niente.
Seriamente, io il latino non lo so, forse (ma dico FORSE) ora come ora potrei provare a dirvi la prima declinazione, ma credo sbaglierei inesorabilmente anche quella.
Ammetto però che se c'era una cosa che in cinque anni mi è piaciuta del latino è stata la sua letteratura. Vabbè, mentirei dicendo che mi piace tutta la letteratura latina, ma se posso dire una cosa con certezza è che tra le tante cose che ho provato a studiare ho trovato attraenti i Carmi di Catullo.
L'avrò studiato in quarta superiore e ne sono sempre stata affascinata, forse perché sembrava il più umano o forse perché semplicemente mi piace il significato di ciò che ha scritto.
Oggi sono andata alla Mondadori e, come l'ultima volta, mi sono soffermata nell'angolo dedicato ai classici e ho acquistato un libro che avevo già addocchiato l'altra volta ma che per motivi di budget non avevo potuto comprare.
Sto parlando di Catullo - Poesie d'amore e disamore, in cui troviamo la raccolta dei Carmi scritti da Catullo ordinati tramite la classica divisione secondo gli argomenti di cui trattano.
Dei molti scritti e riportati nel libricino, uno mi ha sempre attratta ed è il Carme V, dedicato a Lesbia che così recita (in italiano):
Dobbiamo mia Lesbia vivere, amare,
le proteste dei vecchi tanto austeri
tutte, dobbiamo valutarle nulla.
Il sole può calare e ritornare,
per noi quando la breve luce cade
resta una eterna notte da dormire.
Baciami mille volte e ancora cento
poi nuovamente mille e ancora cento,
e dopo ancora mille e ancora cento,
e poi confonderemo le migliaia
tutte insieme per non saperle mai,
perché nessun maligno porti male
sapendo quanti sono i nostri baci.
Che dire?
Adoro questo Carme e vi consiglio in generale la lettura dell'insieme perché sono piacevoli.
Al prossimo post!
Valah
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