I am a wallflower.
Avete mai avuto l’impressione di essere fuori posto, mentre a differenza vostra sembra che chiunque vi circondi trovi la giusta combinazione nel mondo?
Per quanto possa sembrare audace agli occhi di coloro i quali mi stanno più vicino, sono piena di paure; non tento mai strade nuove semplicemente per il fatto che la strada che sto percorrendo mi è così nota e familiare che mi è difficile prenderne distanze.
Ultimamente sento di aver sviluppato una certa sociopatia alla quale mi sono parecchio affezionata; le folle tipiche del sabato pomeriggio o sera in centro mi terrorizzano, in un certo senso, e nella mia vita di tutti i giorni mi è difficile instaurare un qualche tipo di rapporto interpersonale. Sarà che forse sono sempre stata un lupo solitario, sin dalla tenera età in cui più volte mi è capitato di picchiare qualche bambino che voleva salire sull’altalena prima di me non rispettando il suo turno. Solo negli ultimi anni ho imparato a vivere in società, ma forse solo perché non potevo fare altrimenti: dopo circa dieci anni passati tra asilo, elementari e medie alle superiori mi sono dovuta adattare mio malgrado, ritrovandomi a confrontare la mia personalità con altre ventitré ragazze. Ora come ora considero un bene il fatto di aver passato la mia adolescenza in una classe di belve feroci perché ho imparato a distinguere le persone di cui fidarmi da quelle stronze.
E tutt’ora funziona.
All’Università le cose sono diverse, fortunatamente. La routine quotidiana procede normalmente e per la prima volta dopo sedici anni passati in luoghi di cui avresti fatto volentieri a meno hai finalmente il libero arbitrio della tua vita: vuoi fare amicizia? Bene, puoi tranquillamente associarti ad altri esseri socialmente conformi, altrimenti sei liberissimo di stare in solitaria a fare la carta da parati nel mondo.
Si, perché per quelli come me i cambiamenti non solo un male, ma se si possono evitare... beh, volentieri.
A questo punto mi sento di citare una canzone di Andrea Nardinocchi intitolata ‘Un posto per me’ che credo essere l’unico testo a descrivere perfettamente il mio stato d’animo.
Non so se riuscirò mai ad uscire da questa condizione di ragazza "carta da parati" in cui attualmente mi trovo a mio agio, ma nel frattempo mi sforzo di mandare avanti la mia scarsa vita sociale che a volte nemmeno mi piace, nella speranza di evolvermi in un giorno lontano.
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